π₯ Le temibili Myo-Reps
Oggi, 21 settembre, è il giorno del mio compleanno. π
E quale occasione migliore per farvi scoprire una metodica che, nell'ultimo mese, mi ha fatto soffrire e non poco in palestra?
Sto parlando di una metodica particolarmente intensa per l'ipertrofia:
Le temibili Myo-Reps. π₯
Una metodica particolarmente intensa e, soprattutto, avanzata, proprio per l'elevato livello di fatica muscolare che può generare.
Le Myo-Reps nascono con l'obiettivo di ridurre in maniera netta i tempi di recupero tra le serie, mantenendo il muscolo sotto un'elevata tensione e permettendo di accumulare molto lavoro in poco tempo.
E una cosa ve la posso garantire:
il pump è assicurato. ππ₯
π₯ Ma come si strutturano esattamente?
Si parte scegliendo un carico adeguato all'obiettivo e all'esercizio.
Generalmente si può utilizzare un carico che permetta di eseguire circa 12-18 ripetizioni, arrivando vicino al cedimento, ma senza raggiungerlo completamente.
Questa prima serie prende il nome di "activation set", ovvero la serie di attivazione, e serve proprio a portare il muscolo vicino al limite e a creare un'elevata fatica locale.
A questo punto arriva la parte...
TEMIBILE. π
Si recuperano soltanto 10-15 secondi e si riparte con delle microserie, generalmente composte da circa 4-5 ripetizioni.
Dopo ogni microserie si recuperano nuovamente quei 10-15 secondi e si ripete il procedimento per altre 4-5 microserie, cercando di mantenere le ripetizioni il più pulite possibile.
In pratica:
Activation set → 10-15" → 4-5 reps → 10-15" → 4-5 reps → 10-15" → 4-5 reps…
E si continua fino al raggiungimento del numero di microserie prefissato oppure fino a quando non si riesce più a completare il numero di ripetizioni stabilito mantenendo una tecnica adeguata.
Ed è proprio questa combinazione tra vicinanza al cedimento, recuperi brevissimi e ripetizioni accumulate a rendere le Myo-Reps una metodica particolarmente intensa.
Ma c'è un grosso problema...
Come ci si sente quando si arriva davvero al limite?
Perché una cosa è leggere come funzionano le Myo-Reps.
Un'altra è provarle sulla propria pelle.
π La mia esperienza con le Myo-Reps
Ed è proprio qui che arriva la parte più interessante.
Perché possiamo leggere, studiare e capire una metodica quanto vogliamo, ma la vera differenza la fa quello che succede quando la proviamo davvero sulla nostra pelle.
E oggi, nel giorno del mio compleanno, voglio raccontarvi un bellissimo aneddoto che mi è capitato proprio la scorsa settimana in palestra. π
Nel programma di questo primo mesociclo avevo inserito le temibili Myo-Reps.
Quel giorno stavo facendo panca inclinata.
Avevo scelto un carico relativamente leggero, circa il 50-55% del mio massimale.
L'obiettivo, infatti, non era quello di utilizzare un carico enorme, ma di accumulare una grande quantità di lavoro attraverso recuperi estremamente brevi.
Essendo nella terza settimana del mesociclo, ovvero l'ultima settimana di carico prima dello scarico, sapevo già che sarebbe stata la settimana più intensa e dura di questo primo blocco.
Il programma prevedeva:
15 ripetizioni + 5 microserie da 5 ripetizioni, con soli 15 secondi di recupero tra una microserie e l'altra.
Il tutto per 3 serie principali, con circa 2 minuti di recupero tra una serie principale e l'altra.
Insomma...
non proprio una passeggiata. π
Parto con la prima serie.
E, sorprendentemente, riesco a chiudere tutte le 15 ripetizioni.
Poi arrivano le microserie.
5... 5... 5... 5... 5.
Le chiudo tutte.
Ero completamente gasato, pompato e motivato.
Volevo davvero portare il petto al limite in quella seduta.
Poi arriva la seconda serie.
Questa volta le 15 ripetizioni iniziano a pesare decisamente di più.
La fatica si fa sentire e, dopo l'activation set, riesco a completare 3 microserie da 5 ripetizioni.
Alla quarta, però, succede il fattaccio.
Non riesco più a raggiungere le 5 ripetizioni previste.
Microserie fallita.
Il petto era ormai completamente cotto. π₯
Ma mancava ancora una serie principale.
E qui arriva il bello.
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π L'ultima serie
Parto con l'ultima serie.
Questa volta la situazione è completamente diversa.
Arrivo a 8 ripetizioni, già completamente affaticato.
L'ottava è durissima.
Provo la nona.
Durissima... ma la chiudo.
A quel punto penso:
"Cavolo, devo arrivare a 15."
Mi concedo letteralmente un attimo per recuperare e riparto.
Abbasso il bilanciere.
Arrivo al petto.
Spingo.
Il bilanciere sale di circa 10 centimetri...
e poi...
si blocca.
Non sale più.
Io dentro di me:
"Oh Cristo... e adesso?! π"
Ed ecco la risposta.
Ero arrivato al vero cedimento muscolare.
Non quello che pensi di aver raggiunto.
Non quello in cui la ripetizione diventa semplicemente molto difficile.
Questa volta il muscolo aveva semplicemente detto:
"Basta. Fine dei giochi." π
Per fortuna sono riuscito a gestire la situazione e a liberarmi del bilanciere, anche se sicuramente non è il modo in cui vorrei concludere una serie.
E soprattutto, questa esperienza mi ha ricordato una cosa fondamentale:
la sicurezza viene sempre prima del cedimento.
Arrivare al limite può essere uno strumento di allenamento, ma non significa dover mettere a rischio la propria incolumità, soprattutto negli esercizi con bilanciere.
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π₯ Cosa mi hanno insegnato le Myo-Reps?
Questa esperienza mi ha fatto capire ancora meglio quanto sia sottile la differenza tra sentire di essere arrivati al limite e arrivarci davvero.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente delle Myo-Reps.
Ti portano rapidamente in una condizione in cui ogni singola ripetizione successiva diventa una vera battaglia.
Il recupero è minimo.
La fatica aumenta.
Il muscolo continua a lavorare.
E ogni microserie sembra diventare più difficile della precedente.
Fino a quando arriva quel momento in cui provi a spingere...
ma non c'è più niente da dare.
Ed è proprio lì che capisci cosa significa essere davvero al limite.
Naturalmente, questa è stata la mia esperienza personale con questa metodica e non significa che le Myo-Reps debbano necessariamente essere eseguite in questo modo da tutti.
Sono una tecnica avanzata e richiedono una buona conoscenza del proprio livello di fatica, della tecnica esecutiva e della gestione del carico.
Ma una cosa è certa:
dopo averle provate per un intero mesociclo...
ora ho capito perché le ho chiamate TEMIBILI. ππ₯
E pensare che tutto è iniziato con una semplice domanda:
"E se provassi semplicemente a farne un'altra?"
La stessa domanda che vi avevo lasciato nel precedente articolo sul vero cedimento muscolare.
Perché a volte pensiamo di essere arrivati al nostro limite...
ma forse abbiamo ancora una ripetizione nel serbatoio.
Alla prossima.
E, soprattutto...
Buon compleanno a me. ππβ€οΈ
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