ARTICOLO #02 "Il vero cedimento muscolare"

Pubblicato il 18 settembre 2026 alle ore 18:00

Il vero cedimento muscolare

So davvero arrivare al vero cedimento muscolare?

 

È una domanda che, prima o poi, passa per la testa di ognuno di noi quando ci alleniamo.

Quante volte siamo convinti di aver dato tutto quello che avevamo, per poi scoprire che, forse, c'era ancora una o due ripetizioni nascoste da qualche parte?

Ma allora, come possiamo riconoscere davvero il cedimento muscolare? E soprattutto, cosa significa arrivare fino a quel punto?

Quando siamo davvero al limite?

Il vero cedimento muscolare può rappresentare uno stimolo importante per l'ipertrofia, ma non significa semplicemente arrivare a essere completamente sfiniti.

Raggiungerlo significa riuscire a spingersi oltre quella sensazione di fatica che ci fa pensare:

“Basta. Non ce la faccio più.”

Il problema è che sentire di non farcela più non significa necessariamente essere arrivati al nostro limite reale.

La percezione dello sforzo può infatti portarci a interrompere una serie prima del vero cedimento. Il nostro organismo tende naturalmente a proteggerci e, quando la fatica aumenta, il nostro cervello ci manda segnali sempre più forti per convincerci a fermarci.

Ed è proprio qui che nasce la differenza tra pensare di essere arrivati al limite e arrivarci davvero.

Probabilmente la risposta è più complessa di quanto possa sembrare.

Il vero cedimento non consiste semplicemente nel soffrire durante una serie, avere il fiato corto e arrivare a pensare “non ne ho più”.

La domanda da porsi è un'altra:

«“Se provassi davvero a fare un'altra ripetizione, riuscirei a completarla mantenendo una tecnica corretta?”»

Se la risposta è sì, allora probabilmente non siamo ancora arrivati al vero cedimento.

Ed è proprio questa una delle parti più affascinanti dell'allenamento: imparare a conoscere davvero i propri limiti.

Non basta voler soffrire

Arrivare al cedimento non significa cercare semplicemente più dolore, più sofferenza o più fatica.

Una serie può essere estremamente dura senza essere arrivata al vero limite muscolare.

Il cedimento dovrebbe essere affrontato con controllo, tecnica e consapevolezza, non attraverso ripetizioni eseguite in maniera incontrollata pur di aggiungere quel numero in più.

L'obiettivo non è dimostrare quanto siamo capaci di soffrire.

L'obiettivo è capire quanto possiamo realmente spingerci oltre, mantenendo la qualità dell'esecuzione.

Perché allenarsi vicino al proprio limite significa anche imparare ad ascoltare il proprio corpo e, soprattutto, imparare a distinguere la fatica dal vero cedimento.

Ed è proprio questo, secondo me, uno degli aspetti più affascinanti dell'allenamento.

Quando pensi di non averne più...

E proprio durante un recente allenamento mi è capitato qualcosa che mi ha fatto riflettere ancora di più su quanto sia difficile riconoscere il vero cedimento.

Ero convinto di aver raggiunto il mio limite.

La sensazione era chiarissima: “Non ne ho più.”

Poi, in quei pochi secondi, mi sono posto una domanda molto semplice:

“E se provassi semplicemente a farne un'altra?”

Quello che è successo dopo mi ha fatto capire quanto possa essere sottile la differenza tra sentire di essere arrivati al limite e arrivarci davvero.

Ma questa storia ve la racconterò nel prossimo articolo.

Perché c'entrano le Myo-Reps.

E vi assicuro che sono state...

TEMIBILI. 🔥

 

Alla prossima e buon Venerdì sera.

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